
La “via d'acqua da Macao a Pechino” percorsa da Matteo Ricci.

Continui viaggi lungo la “via della seta” hanno consentito nei millenni passati scambi tra culture diverse che hanno contribuito allo sviluppo di civiltà di tre continenti: Europa, Medio Oriente e Oriente. Non solo merci ma conoscenze scientifiche, filosofiche e religiose sono state scambiate da popoli e nazioni distanti mesi ed anni di cammino attraverso questo percorso.
Nella seconda parte del XVI sec. quando, per le vicende storiche del tempo, l'espansione dei regni dell'Europa circondava l'impero cinese della dinastia Ming, la porta d'ingresso in quel paese era serrata per gli europei.
Matteo Ricci riuscì ad intraprendere un viaggio per attraversare la Cina su una nuova via.
Non era quella delle carovane di cammelli nei deserti dell'Asia ma quella già in uso dalla popolazione cinese per i loro trasferimenti di uomini e merci. Si trattava della navigazione fra fiumi, laghi e canali appositamente costruiti, in un percorso che congiungeva Macao con la capitale Imperiale Pechino.
Matteo Ricci non portava con sé merci da vendere, ma doni per le autorità cinesi, strumenti scientifici, libri e opere d'arte. Con questo bagaglio ha navigato attraversando un paese che ai suoi occhi appariva, florido, ordinato e pacifico.
Non fu un unico trasferimento, egli fece delle lunghe soste, anche di anni ma il tragitto fu quello della via d'acqua che congiungeva Macao a Pechino.
Anche questa nuova via, come la “via della seta”, percorsa da Matteo Ricci e successivamente dai suoi confratelli, ha consentito, in quel tempo, un nuovo scambio di conoscenze scientifiche, filosofiche e religiose fra l'Europa e la Cina.
Oggi vogliamo richiamare l'attenzione su questo itinerario da compiere nella memoria e con lo spirito del famoso gesuita.
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